Dunà lo sàncue, te fà bè agliu spiritu! V’aspéttimo doméneca primu de settémmere 2019

Dunà lo sàncue, te fà bè agliu spiritu!

 

donaz sangue 8-12-2017 n15

Grazie de còre,

agli oltre 100 donatori che sono venuti a donare sangue per i piccoli pazienti del B. Gesù (di cui una decina nuovi) .

Accoglienza donatori 2-9-18 ADVS B. Gesù Gruppo di Subiaco

Accoglienza donatori 2-9-18 ADVS B. Gesù Gruppo di Subiaco

Accoglienza donatori 2-9-18 ADVS B. Gesù Gruppo di Subiaco

Accoglienza donatori 2-9-18 ADVS B. Gesù Gruppo di Subiaco

Accoglienza donatori 2-9-18 ADVS B. Gesù Gruppo di Subiaco

Accoglienza donatori 2-9-18 ADVS B. Gesù Gruppo di Subiaco

V’aspéttimo doméneca primu de settèmmere dumilaeddiciannove

(domenica primo settembre 2019)

ore 8,00-10,30

minutu più, minutu meno (circa)

a Subbjàcu – Piazza Sant’Andrea

(agliu’ssiminariu)

 per informazioni vedi Sito

Associazione Donatori sangue Ospedale Bambino Gesù di Roma

VIDEO

ADVS OPBG – Did you know external?

 

VIDEO

OPBG SPOT

donaz sangue 8-12-2017 n7

 

per contatti:-nando.ferzioli@libero.it-

 

primo settembre 2019-donazione-sangue-a-Subiaco

GRUPPO DONATORI SANGUE SUBIACO C/o Sala Braschi — P.zza S. Andrea  Caro/a amico/a, domenica  1 settembree 2019, dalle ore 8.00 alle ore 11.00, presso i locali della Sala Braschi sarà presente l’equipe del Centro Trasfusionale dell’Ospedale Bambino Gesù per la consueta donazione periodica di sangue. Noi La ringraziamo ancora per la disponibilità dimostrata in passato e Le chiediamo di volere partecipare, ove Le sia possibile, anche in questa occasione alla donazione di sangue. Al fine di evitarLe un’attesa che potrebbe risultare lunga e poi inutile, Le ricordiamo che le cause sotto indicate escludono temporaneamente dalla donazione: PER UN ANNO: Parto, allergie a farmaci (dopo l’ultima esposizione con particolare riguardo per la penicillina). PER SEI MESI: Malattia di Lyme, mononucleosi (dopo la guarigione), toxoplasmosi e interruzione di gravidanza. PER QUATTRO MESI: Esposizione accidentale al sangue, trasfusioni, uso di catetere, endoscopia, trapianto, intervento chirurgico, rapporti a rischio, agopuntura (se non eseguita da professionisti qualificati con ago “usa e getta”), tàtuaggio e piercing. PER QUATTRO SETTIMANE: Vaccinazioni: per vaccini preparati con virus o batteri vivi attenuati;’ 48 ore per tutti gli altri tipi di vaccini. PER UNA SETTIMANA: Cure odontoiatriche. PER CINQUE GIORNI: assunzione di antinfiammatori o analgesici (aspirina, aulin, etc.) Esclude per sempre dalla donazione l’aver sofferto o il soffrire di: epatite b e c, angina pectoris, infarto del miocardio, flebiti, diabete (insulino dipendente), neoplasie, epilessia e sindromi convulsivante, tendenza alle emorragie, ulcera di stomaco, alcoolismo gravi malattie reumatiche, dermatosi difThse, instabilità mentale, malattie disendocrine, nefropatie croniche, malattie autoimmuni, Lue, sieropoisitività per HIV. I soggetti di sesso maschile possono donare fino a quattro volte l’anno con intervalli minimi di 90 giorni, le donne in età feconda fino ad un massimo di due volte l’anno, anche loro con intervallo minimo di 90 giorni. Le donne non possono donare da due giorni prima il ciclo fino al quinto giorno dopo la fine del ciclo stesso.. Le ricordiamo che prima della donazione potrà assumere caffè, tè o spremute di frutta. A Sua disposizione per eventuali chiarimenti Le inviamo un cordiale saluto.

Ospedale Pediatrico Bambino Gesù-Roma

donaz sangue 8-12-2017 n18

 

La donazione di sangue è anche frutto di pianificazione e gestione delle unità di sangue.

Non tutti i gruppi di sangue sono uguali tra loro e ogni gruppo ha una propria caratteristica specifica:

Brochure – info Sangue DONA se puoi..Non sai per chi, ma sai perché!!!

 

OCCORRE prendere la buona abitudine di verificare qualche giorno prima della donazione il fabbisogno di sangue verificando sulla pagina del sito dell’Associazione donatori di Sangue del Bambin Gesù.

 

Per i donatori con gruppo AB è consigliabile donare plasma e piastrine in aferesi, (perché siete ancora più preziosi per questo tipo di donazione) ma comunque continuate a donare sangue.

 

Lunedì 9 luglio 2018, prima giornata di donazione in AFERESI organizzata con un pulmino da Subiaco e ritorno (dal centro trasfusionale del B. Gesù).

donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)  Ospedale B. Gesù di Roma Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018

donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)
Ospedale B. Gesù di Roma
Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018

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fabio orlandi aferesi 9-7-2018 b. Gesù.

donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)  Ospedale B. Gesù di Roma Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018

donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)
Ospedale B. Gesù di Roma
Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018

 

donazione in AFERESI (plasma e piastrine)

donazione in AFERESI (plasma e piastrine)

(vedi il video sull’Aferesi)

 

Per esempio i donatori con gruppo AB è il più raro e per quanto riguarda la donazione di plasma e piastrine risultano compatibili con tutti i gruppi sanguigni.

Vedi la scheda informativa sottostante e ti aspettiamo al Bambin Gesù per donare in Aferesi (plasma e piastrine):

Donatori di gruppo AB (preziosissimi per AFERESI)

 

Come contattare l’ADVS O.P.B.G. per info e prendere appuntamento per donare in aferesi:

Il telefono dell’Associazione è 06.68594784 l’email è: advs@opbg.net

siamo anche su Twitter @ADVSOPBG

L’ADVS OPBG ha sede presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, al Gianicolo, salita S. Onofrio 5.

donaz sangue 8-12-2017 n4

 

cosa posso mangiare prima della donazione...

cosa posso mangiare prima della donazione…

 

articoli nutrizione, cosa possiamo mangiare, pre e post donazione di sangue?

Colazione donatori Sangue

 

 

 

Vi comunico che mercoledì 18 aprile 2018, nel corso dell’assemblea dei donatori a Roma (B. Gesù) è stato nominato il nuovo Presidente dell’Associazione il signor Pasquale Diana.

E’ stato rinnovato anche il Comitato Esecutivo,che, come voi sapete, ha il compito di coordinare, supportare e aiutare tutti i gruppi di donatori che fanno riferimento all’Ospedale Bambino Gesù (oltre 90 gruppi) ed in particolare svolge opera di divulgazione della cultura della donazione di sangue.

Il sottoscritto è stato rieletto, in qualità di membro del C.E., per il secondo mandato triennale.

Ovviamente specifico e sottolineo che il Presidente, tutti i membri del Comitato esecutivo ed i revisori dei conti, ricoprono questa carica a titolo gratuito e senza alcun tipo di rimborso spese, tanto meno gettoni di presenza (come previsto dallo statuto). Dico questo perché credo fortemente, che solo con la gratuità, si possano raggiungere grandi traguardi e solo l’amore che si mette in ciò che si fa ci porta lontano.

 

Spero che continueremo a svolgere un buon lavoro ed a migliorare sempre di più il servizio agli oltre 15.000 donatori di sangue ed ai 1.400 in aferesi (su questo ci dovete dare una mano Voi, provando se vi è possibile a donare plasma e piastrine al B. Gesù di Roma.

Vedi esito elezioni:

http://advsopbg.com/notizie/364-elezione-cariche-associative.html

 

Grazie di cuore a tutti,

Fernando Ferzioli

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Bòna Pàscua, dégliu còre e dégliu Spiritu!

Vedo intorno e dentro di me, il Risorto?

Vedo intorno e dentro di me, il Risorto? La beatitudine dell’occhio del credente….

BEATI GLI OCCHI CHE VEDONO….

Pensieri di Bonhoeffer sulla Pasqua:

Siamo vicini al Venerdì santo e alla Pasqua,
ai giorni delle azioni strapotenti
compiute da Dio nella storia;
delle azioni nelle quali il giudizio di Dio e la grazia di Dio
divennero visibili a tutto il mondo:
giudizio in quelle ore,
in cui Gesù Cristo,
il Signore, pendette dalla croce.
Grazia in quell’ora,
in cui la morte fu inghiottita dalla vittoria.
Non gli uomini hanno fatto qui qualcosa,
no, soltanto Dio lo ha fatto.
Egli ha percorso la via verso gli uomini
con infinito amore. Ha giudicato
ciò che è umano.
E ha donato grazia
al di là del merito.
(11 marzo 1928)

 

Vangelo di LUCA 10
Inno di lode

21In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.22 Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».


23E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «
Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. 24Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».

agli ventunu de abbrile dumilaeddiciannove è Pàscua.

se ice:

Pàscua n. pr. Pasqua; – chi de Pèscua no nsagna, tuttu j’annu se lagna;Natàle a gliu solóne e Pàscua a gliu focóne.

Comme ice Papa Francesco, non facimo murìne la speranza.

Non campimo, comme se Gesù non fosse statu missu ncroce pe niàri.

Gesù è viu e stà mméso a niàri; circhimuju.

Co tuttu chéllo che succète de bruttu, ju cristianu nonn-hata èsse tristu.

Che la gióglia (GIOIA) sinca nzunu a niàri sèmpe.

A ssi réazzi icio, de sperà sèmpe lo bè!

Bona Pàscua de còre, a tutti cuànti.

Fefè.

Gesù ha risuscitatu ma niari ci ficchimo le véta e non ci créimo a Issu…

Ascolta:

VICTIMAE PASCHALI LAUDES, Schola Gregoriana Mediolanensis, Dir. Giovanni Vianini, Milano, It.

Gesùne, c’àllonca sèmpe na mani, puru doa -se ‘llo ulimo-…

VANGELO

 Egli doveva risuscitare dai morti.

Dal Vangelo secondo Giovanni 20, 1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.

 Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».

  Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro.

 Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.

 Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo  capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.

  Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la  Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

palómma ‘e lla pace

 

Pasqua, festa della vita

 

Sono i giorni supremi, i giorni del nostro destino. «Volete sapere qualcosa di voi e di Me? – dice il Signore –. Vi do un appuntamento: un uomo in croce. Volgete lo sguardo a Colui che è posto in alto».

Il giorno prima, giovedì, l’appuntamento di Dio è stato un altro: uno che è posto in basso. Che cinge un asciugamano e si china a lavare i piedi ai suoi. Chi è Dio? Il tuo lavapiedi. In ginocchio davanti a me. Le sue mani sui miei piedi. Davvero, come a Pietro, ci viene da dire: ma Tu sei tutto matto. E Lui a ribadire: sono come lo schiavo che ti aspetta, e al tuo ritorno ti lava i piedi. Il cristianesimo è scandalo e follia.

E io, nella vita, di fronte all’uomo che atteggiamento ho? Quanto somigliante a quello del Salvatore? Sono il servitore del bisogno e della gioia di mio fratello? Sono il lavapiedi dell’uomo?

Ve la immaginate una umanità dove ognuno corre ai piedi dell’altro? Dove ognuno si inchina davanti all’uomo, come il gesto emozionante del vescovo di Roma che si inchina, al balcone di San Pietro, al suo primo apparire, chiedendo preghiera e benedizione, dando venerazione e onore a ogni figlio della terra?

La croce è l’immagine più pura e più alta che Dio ha dato di se stesso. «Per sapere chi sia Dio devo solo inginocchiarmi ai piedi della Croce» (Karl Rahner).

Dio è così: è bacio a chi lo tradisce. Non spezza nessuno, spezza se stesso. Non versa il sangue di nessuno, versa il proprio sangue. Non chiede più sacrifici a me, sacrifica se stesso per me.

E noi qui disorientati, che non capiamo. Ma poi lo stupore, e anche l’innamoramento. Dopo duemila anni sentiamo, come le donne, il centurione, il ladro, che nella Croce c’è attrazione e seduzione, c’è bellezza. La suprema bellezza della storia è quella accaduta fuori Gerusalemme, sulla collina dove il Figlio di Dio si lascia inchiodare, povero e nudo, per morir d’amore. Dove un amore eterno penetra nel tempo come una goccia di fuoco, e divampa.

Fondamento della fede cristiana è la cosa più bella del mondo: un atto d’amore totale. La croce è domanda sempre aperta, so di non capire. Alla fine però ciò che convince è di una semplicità assoluta:

Perché la croce / il sorriso / la pena inumana?/

Credimi / è così semplice / quando si ama. (Jan Twardowski)

Si fece buio su tutta la terra da mezzogiorno fino alle tre. Una notazione temporale che ha il potere di riempirmi di speranza: perché dice che è fissato un limite alla tenebra, un argine al dolore: tre ore può infierire, ma non andrà oltre, poi il sole ritorna. Così fu in quel giorno, così sarà anche nei giorni della nostra angoscia.

«Ciò che ci fa credere è la croce, ma ciò in cui crediamo è la vittoria della croce, la vittoria della vita» (Pascal).

(Letture: Isaia 50, 4-7; Salmo 21; Filippèsi 2,6-11; Luca 22, 14-23.56).

 

Tratto da Ermes Ronchi, L’Amore eterno penetra nel tempo, Avvenire, 21 marzo 2013.

ti adoro o croce santa Subbjacumeo

TI ADORO O CROCE SANTA (Recitata 33 volte il Venerdì Santo, libera 33 Anime del Purgatorio. Recitata 50 volte ogni venerdì, ne libera 5. Venne confermata dai Papi Adriano VI, Gregorio XIII e Paolo VI).

riflessioni SUL TRIDUO PASQUALE 

Giovedì Santo

Lava anche tu i piedi del tuo fratello e proverai la gioia di vivere. Solo chi serve trova la felicità. Solo chi serve abbatte le frontiere e crea vicinanza. Solo chi serve è discepolo bello: potrà riprendere le sue vesti e indossarle, senza che diventino una camicia di forza. Solo chi serve può sedersi a tavola e spezzare il pane fra tutti. I popoli del mondo attendono anche noi, Chiesa, laviamo loro i piedi, perché la vita sia per tutti.

 

Venerdì santo

 Sono molte le Parole che Giovanni mette sulla bocca di Gesù sulla croce. Sono molte le parole che vengono pronunciate attorno alla croce. Qual è quella che quest’anno, nella situazione concreta in cui tu ti trovi, senti che ti è più vicina? Qual è quella di cui ha più bisogno la Chiesa nell’anno santo della misericordia? Qual è quella di cui ha più bisogno il mondo in cui viviamo? Leggi il racconto della Passione secondo Giovanni e soffermati sulle parole pronunciate da Gesù e da chi gli stava attorno, mentre era “innalzato” sulla croce.

  

Sabato santo

Anche oggi uno spazio di silenzio. Siediti davanti a qual sepolcro in cui stoltamente è stata rinchiusa la vita illudendosi che possa esistere un luogo capace di imprigionarla. Contempla tutti i sepolcri in cui noi, donne e uomini stolti, stiamo rinchiudendo la vita di persone e popoli con tanto di nomi e cognomi. Contempla il sepolcro dove giace chi è stato crocifisso oggi e vedi in questo sepolcro la cui pietra verrà rotolata. Chiedi di essere colei o colui che rotola via la pietra che chiude il sepolcro.

 

Pasqua del Signore

Il cammino inizia quando “era ancora buio”. Le nostre certezze non sono la luce. La luce che tutto rischiara è quella della fede, che nasce dal vedere e credere: “vide e credette”.

Il cammino è sempre frutto di una scelta personale, ma non è mai un cammino percorso da soli.

Il discepolo che era giunto per primo non vede che pochi oggetti.

Vede il vuoto e quel vuoto riempito della Parola, lo apre alla fede: vide e credette. Non vede nessuno e crede nel trionfo della vita! È la Parola che fa nascere la fede nella risurrezione; quella Parola che all’inizio ha dato vita a tutte le cose, quella Parola che ci ha costituiti “santi”, santi per chiamata.

La riconciliazione con Dio

Guardiamo nel profondo dei nostri cuori e riconciliamoci con Dio,

nostro Signore e Padre eterno e misericordioso.

Chiediamo a Dio che ci illumini e ci faccia ritrovare la pace del cuore, in questo cammino quaresimale che ci porta alla luce Pasquale.

I VIDEO:

Il Sacramento della Riconciliazione

 Papa Francesco –

PAPA FRANCESCO SUL SACRAMENTO DELLA RICONCILIAZIONE

http://www.subbjacumeo.it/diuzione-preghiera/confessarese-confessarsi/

Preghiera Pranzo di Pasqua

(in tempo di Pasqua)

Dio, autore d’ogni grazia,

che nella risurrezione del tuo Figlio

ci hai fatto passare dalla morte alla vita,

benedici noi e il cibo

che stiamo per prendere e fa’

che possiamo testimoniare con le opere

quanto professiamo con la fede.

 

Per Cristo nostro Signore. Amen.

Pasqua_2015 papa francesco subbj

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Subbjàcu méo -la “mia” Subiaco- (my Subiaco)

La “mia” Subiaco.

Fe.Fè.

info@subbjacumeo.it

Subbjàcu. Paese che va’, usanza che trui…

La Mia Subiaco – Subbjàcu méo – Sublacum Meus- My Subiaco (Regione Lazio, provincia di Roma – Alta valle dell’Aniene).

Visitatela, troverete arte, cucina tipica, paesaggi collinari e montani suggestivi, incastonati all’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini.

Il silenzio e la bellezza della vallata, con -l’eco lontano- dello scorrere del fiume Aniene, sono stati scelti, anche dal nostro patrono, San Benedetto.

Un appello ai compaesani:

manniteme le ricètte de chéllo che sapite cucinà (pappaciuccu, tozzetti, salame e ju re, strozzapreti, frascaregli ecc.) cusì ne faccio na rubrica sullo magnàne.

Se póne tenite belle cose da pubblicà, comme foto d’època (biancu e niru) o aru de nu cérto “valore” artisticu… facite uiari mannite chéllo che ve fa piacere.

info@subbjacumeo.it

 

 

Bellissimo il nuovo

PORTALE TURISTICO

Città di Subiaco (RM) – Italy -.

Grazie,

 Fernando Ferzioli ittu Fefè

 
 

Foto Alessandro Sebastiani (ittu Sebba) Fochi d'artificiu la sera e l'Assunta ncéo - 15 austu 2013. Subiaco RM.

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agli ventunu (21) de marzu – fèsta de San Benetetto

San Benedetto patrono de Subbjàcu e d’Europa

 

San Benedetto, Fondatore del monachesimo occidentale, e anche Patrono del mio pontificato. Comincio con una parola di san Gregorio Magno, che scrive di san Benedetto: “L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina” (Dial. II, 36). Queste parole il grande Papa scrisse nell’anno 592; il santo monaco era morto appena 50 anni prima ed era ancora vivo nella memoria della gente e soprattutto nel fiorente Ordine religioso da lui fondato. San Benedetto da Norcia con la sua vita e la sua opera ha esercitato un influsso fondamentale sullo sviluppo della civiltà e della cultura europea. La fonte più importante sulla vita di lui è il secondo libro dei Dialoghi di san Gregorio Magno. Non è una biografia nel senso classico. Secondo le idee del suo tempo, egli vuole illustrare mediante l’esempio di un uomo concreto – appunto di san Benedetto – l’ascesa alle vette della contemplazione, che può essere realizzata da chi si abbandona a Dio. Quindi ci dà un modello della vita umana come ascesa verso il vertice della perfezione. San Gregorio Magno racconta anche, in questo libro dei Dialoghi, di molti miracoli compiuti dal Santo, ed anche qui non vuole semplicemente raccontare qualche cosa di strano, ma dimostrare come Dio, ammonendo, aiutando e anche punendo, intervenga nelle concrete situazioni della vita dell’uomo. Vuole mostrare che Dio non è un’ipotesi lontana posta all’origine del mondo, ma è presente nella vita dell’uomo, di ogni uomo.

Questa prospettiva del “biografo” si spiega anche alla luce del contesto generale del suo tempo: a cavallo tra il V e il VI secolo il mondo era sconvolto da una tremenda crisi di valori e di istituzioni, causata dal crollo dell’Impero Romano, dall’invasione dei nuovi popoli e dalla decadenza dei costumi. Con la presentazione di san Benedetto come “astro luminoso”, Gregorio voleva indicare in questa situazione tremenda, proprio qui in questa città di Roma, la via d’uscita dalla “notte oscura della storia” (cfr Giovanni Paolo II, Insegnamenti, II/1, 1979, p. 1158). Di fatto, l’opera del Santo e, in modo particolare, la sua Regola si rivelarono apportatrici di un autentico fermento spirituale, che mutò nel corso dei secoli, ben al di là dei confini della sua Patria e del suo tempo, il volto dell’Europa, suscitando dopo la caduta dell’unità politica creata dall’impero romano una nuova unità spirituale e culturale, quella della fede cristiana condivisa dai popoli del continente. E’ nata proprio così la realtà che noi chiamiamo “Europa”.

La nascita di san Benedetto viene datata intorno all’anno 480. Proveniva, così dice san Gregorio, “ex provincia Nursiae” – dalla regione della Nursia. I suoi genitori benestanti lo mandarono per la sua formazione negli studi a Roma. Egli però non si fermò a lungo nella Città eterna. Come spiegazione pienamente credibile, Gregorio accenna al fatto che il giovane Benedetto era disgustato dallo stile di vita di molti suoi compagni di studi, che vivevano in modo dissoluto, e non voleva cadere negli stessi loro sbagli. Voleva piacere a Dio solo; “soli Deo placere desiderans” (II Dial., Prol 1). Così, ancora prima della conclusione dei suoi studi, Benedetto lasciò Roma e si ritirò nella solitudine dei monti ad est di Roma. Dopo un primo soggiorno nel villaggio di Effide (oggi: Affile), dove per un certo periodo si associò ad una “comunità religiosa” di monaci, si fece eremita nella non lontana Subiaco. Lì visse per tre anni completamente solo in una grotta che, a partire dall’Alto Medioevo, costituisce il “cuore” di un monastero benedettino chiamato “Sacro Speco”. Il periodo in Subiaco, un periodo di solitudine con Dio, fu per Benedetto un tempo di maturazione. Qui doveva sopportare e superare le tre tentazioni fondamentali di ogni essere umano: la tentazione dell’autoaffermazione e del desiderio di porre se stesso al centro, la tentazione della sensualità e, infine, la tentazione dell’ira e della vendetta. Era infatti convinzione di Benedetto che, solo dopo aver vinto queste tentazioni, egli avrebbe potuto dire agli altri una parola utile per le loro situazioni di bisogno. E così, riappacificata la sua anima, era in grado di controllare pienamente le pulsioni dell’io, per essere così un creatore di pace intorno a sé. Solo allora decise di fondare i primi suoi monasteri nella valle dell’Anio, vicino a Subiaco.

Nell’anno 529 Benedetto lasciò Subiaco per stabilirsi a Montecassino. Alcuni hanno spiegato questo trasferimento come una fuga davanti agli intrighi di un invidioso ecclesiastico locale. Ma questo tentativo di spiegazione si è rivelato poco convincente, giacché la morte improvvisa di lui non indusse Benedetto a ritornare (II Dial. 8). In realtà, questa decisione gli si impose perché era entrato in una nuova fase della sua maturazione interiore e della sua esperienza monastica. Secondo Gregorio Magno, l’esodo dalla remota valle dell’Anio verso il Monte Cassio – un’altura che, dominando la vasta pianura circostante, è visibile da lontano – riveste un carattere simbolico: la vita monastica nel nascondimento ha una sua ragion d’essere, ma un monastero ha anche una sua finalità pubblica nella vita della Chiesa e della società, deve dare visibilità alla fede come forza di vita. Di fatto, quando, il 21 marzo 547, Benedetto concluse la sua vita terrena, lasciò con la sua Regola e con la famiglia benedettina da lui fondata un patrimonio che ha portato nei secoli trascorsi e porta tuttora frutto in tutto il mondo.

Nell’intero secondo libro dei Dialoghi Gregorio ci illustra come la vita di san Benedetto fosse immersa in un’atmosfera di preghiera, fondamento portante della sua esistenza. Senza preghiera non c’è esperienza di Dio. Ma la spiritualità di Benedetto non era un’interiorità fuori dalla realtà. Nell’inquietudine e nella confusione del suo tempo, egli viveva sotto lo sguardo di Dio e proprio così non perse mai di vista i doveri della vita quotidiana e l’uomo con i suoi bisogni concreti. Vedendo Dio capì la realtà dell’uomo e la sua missione. Nella sua Regola egli qualifica la vita monastica “una scuola del servizio del Signore” (Prol. 45) e chiede ai suoi monaci che “all’Opera di Dio [cioè all’Ufficio Divino o alla Liturgia delle Ore] non si anteponga nulla” (43,3). Sottolinea, però, che la preghiera è in primo luogo un atto di ascolto (Prol. 9-11), che deve poi tradursi nell’azione concreta. “Il Signore attende che noi rispondiamo ogni giorno coi fatti ai suoi santi insegnamenti”, egli afferma (Prol. 35). Così la vita del monaco diventa una simbiosi feconda tra azione e contemplazione “affinché in tutto venga glorificato Dio” (57,9). In contrasto con una autorealizzazione facile ed egocentrica, oggi spesso esaltata, l’impegno primo ed irrinunciabile del discepolo di san Benedetto è la sincera ricerca di Dio (58,7) sulla via tracciata dal Cristo umile ed obbediente (5,13), all’amore del quale egli non deve anteporre alcunché (4,21; 72,11) e proprio così, nel servizio dell’altro, diventa uomo del servizio e della pace. Nell’esercizio dell’obbedienza posta in atto con una fede animata dall’amore (5,2), il monaco conquista l’umiltà (5,1), alla quale la Regola dedica un intero capitolo (7). In questo modo l’uomo diventa sempre più conforme a Cristo e raggiunge la vera autorealizzazione come creatura ad immagine e somiglianza di Dio.

All’obbedienza del discepolo deve corrispondere la saggezza dell’Abate, che nel monastero tiene “le veci di Cristo” (2,2; 63,13). La sua figura, delineata soprattutto nel secondo capitolo della Regola, con un profilo di spirituale bellezza e di esigente impegno, può essere considerata come un autoritratto di Benedetto, poiché – come scrive Gregorio Magno – “il Santo non poté in alcun modo insegnare diversamente da come visse” (Dial. II, 36). L’Abate deve essere insieme un tenero padre e anche un severo maestro (2,24), un vero educatore. Inflessibile contro i vizi, è però chiamato soprattutto ad imitare la tenerezza del Buon Pastore (27,8), ad “aiutare piuttosto che a dominare” (64,8), ad “accentuare più con i fatti che con le parole tutto ciò che è buono e santo” e ad “illustrare i divini comandamenti col suo esempio” (2,12). Per essere in grado di decidere responsabilmente, anche l’Abate deve essere uno che ascolta “il consiglio dei fratelli” (3,2), perché “spesso Dio rivela al più giovane la soluzione migliore” (3,3). Questa disposizione rende sorprendentemente moderna una Regola scritta quasi quindici secoli fa! Un uomo di responsabilità pubblica, e anche in piccoli ambiti, deve sempre essere anche un uomo che sa ascoltare e sa imparare da quanto ascolta.

Benedetto qualifica la Regola come “minima, tracciata solo per l’inizio” (73,8); in realtà però essa offre indicazioni utili non solo ai monaci, ma anche a tutti coloro che cercano una guida nel loro cammino verso Dio. Per la sua misura, la sua umanità e il suo sobrio discernimento tra l’essenziale e il secondario nella vita spirituale, essa ha potuto mantenere la sua forza illuminante fino ad oggi. Paolo VI, proclamando nel 24 ottobre 1964 san Benedetto Patrono d’Europa, intese riconoscere l’opera meravigliosa svolta dal Santo mediante la Regola per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l’Europa – uscita appena da un secolo profondamente ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie – è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa. Senza questa linfa vitale, l’uomo resta esposto al pericolo di soccombere all’antica tentazione di volersi redimere da sé – utopia che, in modi diversi, nell’Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, “un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell’umanità” (Insegnamenti, XIII/1, 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, ascoltiamo anche oggi la Regola di san Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande monaco rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere l’umanesimo vero.

Autore:

Papa Benedetto XVI (Udienza Generale 9.04.2008)

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PREMIO DI POESIA E STORNELLI INEDITI NEI DIALETTI DEL LAZIO

PREMIO DI POESIA E STORNELLI INEDITI NEI DIALETTI DEL LAZIO “VINCENZO SCARPELLINO” NONA EDIZIONE 2019

L’Associazione ‘ L’INCONTRO Associazione Culturale di Tor Tre teste APS ’(via Roberto Lepetit, 86, 00155 Roma) in collaborazione con l’Associazione Periferie,

BANDISCE

 la nona edizione del Premio di poesia e stornelli inediti nei dialetti del Lazio, intitolato al poeta romanesco Vincenzo Scarpellino.

Il concorso consta di tre sezioni:

Sezione A per gli autori che compongono poesie inedite in uno dei dialetti del Lazio.

Sezione B per gli autori che compongono stornelli inediti in uno dei dialetti del Lazio

Sezione C per poesie e stornelli in uno dei dialetti del Lazio – riservata agli studenti di scuola media superiore della Regione Lazio.

  
 PARTECIPAZIONE   E SCADENZA

 Sezione A poesie inedite in uno dei dialetti del Lazio

Ogni autore può inviare fino a tre poesie, di massimo 30 versi ciascuna,   inedite (in volume, rivista o altro organo di stampa o di diffusione   telematica) e mai premiate in altre competizioni. Le poesie dovranno essere   accompagnate dalla relativa traduzione in italiano.

 Sezione   B stornelli inediti in uno dei dialetti del Lazio

Ogni autore   dovrà inviare tre poesie in forma di stornello classico (anche detto   ritornello), intendendo con questa tipologia un componimento di soli tre   versi: il primo quinario e gli altri due endecasillabi, dove il quinario è in   rima col terzo verso, ed il secondo è rispetto agli altri due in consonanza e   semiassonanza (uguali solo tutte le consonanti rimiche e la vocale finale).

Sezione C poesie inedite in uno dei dialetti del Lazio (Studenti)

Ogni autore partecipa con 1 poesia di massimo 30 versi, assolutamente   inedita (in volume, rivista o qualsiasi altro organo di stampa o di   diffusione telematica) e mai premiata in altre competizioni.

 

 

È consentita   la partecipazione sia alla Sezione A che alla Sezione B.

La   partecipazione al Premio è gratuita.

Ogni autore dovrà attestare che le opere sono inedite e non già premiate   e sarà responsabile del contenuto dei materiali inviati.

I testi dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2019 all’indirizzo di   posta culturalepetit@gmail.com in un unico   file contenente, oltre alle poesie, anche nome, cognome, età, indirizzo,   email, telefono.

I partecipanti devono inviare alla segreteria del Premio, insieme alle   opere, la scheda d’adesione allegata al bando scaricabile dai siti:

www.centroculturalepetit.com o www.poetidelparco.it

Per l’iscrizione non si ammettono pseudonimi, nomi di fantasia o diversi   dalla reale identità dell’autore pena l’invalidazione dell’iscrizione.

In caso di iscrizione da parte di minorenne, la sottoscrizione della   scheda d’adesione dovrà essere controfirmata da chi ne esercita la patria   potestà.

L’organizzazione si riserva la possibilità di prorogare la scadenza per   ragioni organizzative.

La partecipazione al concorso implica la piena accettazione di questo   regolamento e, per i vincitori, la divulgazione del proprio nome, cognome e   premio vinto su qualsiasi pubblicazione.

Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della   giuria.

Qualsiasi comunicazione o variazione ufficiale delle disposizioni del   presente bando sarà pubblicata sui siti: www.centroculturalepetit.it e www.poetidelparco.it.

 

Gli autori,   per il fatto stesso di partecipare al premio, cedono il diritto di   pubblicazione, senza aver nulla a pretendere come diritto d’autore,   all’interno della pubblicazione che sarà realizzata a cura del Premio.

 

 

 

PROCLAMAZIONE   DEI VINCITORI E PREMI

 

L’Associazione “L’INCONTRO Associazione Culturale di Tor Tre teste APS’”   comunicherà in tempo utile, attraverso i siti www.centroculturalepetit.it e www.poetidelparco.it il luogo, il   giorno e l’ora della cerimonia di premiazione.

I primi 3 classificati delle sezioni A e B e C avranno in premio: coppe e   targhe, libri e la pubblicazione delle loro poesie nel volume antologico   dedicato al Premio Scarpellino 2019, pubblicato da   Edizioni Cofine.

Nello stesso volume sarà pure pubblicata una poesia e uno stornello degli   altri poeti finalisti che riceveranno anche libri e altri riconoscimenti. Tutti i partecipanti riceveranno un Attestato.

 LA GIURIA

La Giuria procederà, a suo insindacabile giudizio, alla selezione per   ogni poeta di una delle poesie o stornello inviati e alla proclamazione dei   vincitori.

La Giuria è composta da: Cosma Siani (critico letterario, docente di   Lingua e Letteratura inglese, Università di Roma “Tor Vergata”, Presidente   della Giuria), Sandro Bari (direttore rivista “Voce Romana”), Paolo D’Achille   (professore ordinario di Linguistica Italiana, Università Roma Tre),   Francesca Dragotto (Università di Tor Vergata); Aurora Fratini (poetessa e   regista), Giorgio Grillo (Presidente della Associazione “L’INCONTRO”),   Vincenzo Luciani (poeta, e studioso della poesia e dei dialetti del Lazio);   Franco Onorati (Centro Studi “G. G. Belli”).

 Per   informazioni rivolgersi al 06.2283794 dalle 17 alle 19,30, escluso mercoledì   e sabato o al 3355788173 oppure ad uno degli indirizzi email:culturalepetit@gmail.comgio0249@gmail.com

Informativa ai   sensi della Legge 675/96 sulla tutela dei dati personali. Il trattamento dei   dati, di cui si garantisce la massima riservatezza, è effettuato   esclusivamente ai fini del concorso cui si partecipa. I dati dei concorrenti   non verranno diffusi o comunicati a terzi a qualsiasi titolo e gli   interessati potranno richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica.

 Il   presidente dell’Associazione L’INCONTRO, Giorgio Grillo

 

 

 

 

 SCHEDA DI ADESIONE IV EDIZIONE PREMIO VINCENZO SCARPELLINO 2019

 

Nome   ………………………….…………………………………………………………………..…………

 

Cognome   …………………………………………………………………………………………………….

 

Nato a   ………………………………………………………………………………. Prov. ……………

 

Data di   nascita .…………………………………………………

 

Indirizzo   …………………………………………………………………………… CAP…………….

 

Città   …………………………………………………………………………………………   Prov. ……………

 

Telefono …………………………………….   Fax ………………………..………………..

 

E-Mail   ………………………………………………………………………………………………….

 

Tutti i campi   sono obbligatori

I partecipanti   autorizzano l’utilizzo dei dati personali così come previsto dal Dlgs 196/03.   L’organizzazione informa inoltre i partecipanti che, sempre in ottemperanza   di quanto previsto dal DLgs 196/03, i loro dati saranno utilizzati ai soli   fini promozionali e che in qualsiasi momento potranno richiederne   l’aggiornamento e/o la cancellazione.

 

……………………………………………………………………………………….……………………….

 

 

in caso di   minore, dati anagrafici completi da parte di chi ne esercita la patria   potestà.

 

Nome   ………………………….…………………………………………………………………..…………

 Cognome …………………………………………………………………………………………………….

 Nato a ………………………………………………………………………………. Prov. ………………..

 Data di nascita .…………………………………………………

Indirizzo   …………………………………………………………………………… CAP………………….

 Città   …………………………………………………………………………………………   Prov. ………………

 

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Jettimo ju bannu…pe cchine ju teréno ju laora

PSR FEASR, Aiuti all’avviamento aziendale per giovani agricoltori – seconda raccolta domande di sostegno (2018)

vedi link

Tenna della Marina 2013

Tenna della Marina 2013- Subiaco

PSR FEASR, Aiuti all’avviamento aziendale per giovani agricoltori – seconda raccolta domande di sostegno (2018)

Favorire il ricambio generazionale nella gestione delle imprese agricole, agevolando l’accesso al capitale fondiario da parte dei giovani agricoltori, incentivando i processi di ricomposizione fondiaria e promuovendo tecniche innovative per la produzione agricola.

Sono questi gli obiettivi dell’avviso pubblico PSR FEASR 2014-200  – Misura 06 “Sviluppo delle aziende agricole e delle imprese” – Sottomisura 6.1 “Aiuti all’avviamento aziendale per i giovani agricoltori” – Tipologia di Operazione 6.1.1 “Aiuti all’avviamento aziendale per giovani” agricoltori che, per la seconda raccolta delle domande di sostegno 2018, stanzia complessivamente 21 milioni di euro.

Beneficiari dell’avviso pubblico sono i giovani agricoltori di età tra 18 e 40 anni al momento della presentazione della domanda di sostegno – il requisito previsto dal bando “età non superiore a quaranta anni” consente l’ammissibilità fino al giorno precedente il compimento del quarantunesimo anno di età – che si insediano per la prima volta in un’azienda agricola di adeguate dimensioni economiche, in possesso di una propria posizione fiscale e previdenziale e di adeguate qualifiche e competenze professionali.

I giovani agricoltori possono insediarsi come titolari di un’impresa individuale o in una società agricola (di persone, capitali o cooperativa), di nuova costituzione.

L’insediamento è limitato ai giovani agricoltori che si insediano in micro e piccole imprese come definite dalla Racc. 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003 (GU n. L 124 del 20 maggio 2003).

L’insediamento si intende perfezionato qualora il giovane si è “insediato come capo dell’azienda” dopo averne acquisito la disponibilità, aver aperto la partita IVA in campo agricolo, essersi iscritto alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato (codice ATECO 01) ed aver, infine, ultimato la procedura per la regolarizzazione della posizione previdenziale (INPS) ottenendo l’iscrizione definitiva.

Per data di primo insediamento si intende la data di iscrizione alla Camera di Commercio (CCIAA), che deve essere effettuata prima della presentazione della domanda di sostegno e, comunque, non prima dei 12 (dodici) mesi antecedenti alla pubblicazione del presente bando pubblico sia per l’impresa individuale che per le società.

Il sostegno concesso per l’insediamento è di 70.000 euro.

L’aiuto sarà corrisposto obbligatoriamente in due rate, di cui la prima rappresenta il 70% e la seconda il restante 30% dell’importo del premio.

Le domande di sostegno devono essere presentate entro il 25 febbraio 2019 ed effettuate esclusivamente mediante apposita procedura informatica, accessibile via Internet, utilizzando le funzionalità on-line messe a disposizione dall’Organismo Pagatore (AGEA) collegandosi al portale SIAN al seguente indirizzo: http://www.sian.it, accedendo all’area riservata, previa registrazione e secondo le modalità definite nell’apposito Manuale Utente, predisposto dallo stesso SIAN, e pubblicato su questo sito nella sezione PSR FEASR - Sistema Informativo.

Per richiedere le credenziali di accesso all’applicativo per la presentazione delle domande di sostegno è necessario compilare l’apposito modulo di richiesta disponibile su questo sito, convertirlo in PDF e firmarlo digitalmente. Il file firmato digitalmente dovrà essere trasmesso via PEC all’indirizzo agricoltura@regione.lazio.legalmail.it.

 

Documentazione di riferimento

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Vaccinu pe ‘lla nfluènza è gratisse pe cchi dona sàncue!!!

L’Associazione Donatori Volontari Sangue
Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
(ADVS  OPBG)

Tel: ++39-06-68594784
E-mail: advs@opbg.net
Web: www.advsopbg.com

comunica che :

Buongiorno a tutti,

informiamo che fino al 31 dicembre 2018 i donatori possono aderire gratuitamente alla campagna vaccinale antinfluenzale 2018/19.

Il donatore interessato dovrà recarsi dal proprio Medico di Famiglia presentando un’attestazione di una donazione effettuata negli ultimi 2 anni.

(a pag. 2 del DCA357/2018 si specifica: ”

…m) donatori di sangue.

Avvertenza 1: con riferimento alla nuova categoria dei donatori di sangue, si precisa che il soggetto eleggibile per l’effettuazione della vaccinazione antinfluenzale (di età compresa tra i 18 e 64 anni), ai fini del proprio riconoscimento, dovrà esibire, in alternativa, o il tesserino di donatore o l’attestato di avvenuta donazione di data non anteriore a due anni.

In allegato la locandina con tutti i dettagli.

Per le raccolte già effettuate, i donatori che fossero interessati a vaccinarsi ma non fossero in possesso del certificato di donazione, potranno contattarci e gli forniremo un’attestazione della donazione.

Grazie a tutti per la collaborazione.

 

locandina ADVS vaccino antinfluenzale 2018

 

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Novità: Dona Plasma e Piastrine in AFERESI al B. Gesù

aferesi

Aferesi presso b. Gesù 2018

(con servizio pulmino da Subiaco A/R)

9 luglio: 4 donatori

20 agosto: 5 donatori

8 ottobre: 4 donatori

30 ottobre: 4 donatori

21 novembre 3 donatori

Gruppo Donatori Volontari SUBIACO

Associazione Donatori sangue Ospedale Bambino Gesù di Roma

http://advsopbg.com

 

(vedi il video sull’Aferesi)

 

 per contatti: nando.ferzioli@libero.it

 

 

 

Lunedì 9 luglio 2018, prima giornata di donazione in AFERESI organizzata con un pulmino da Subiaco e ritorno (dal centro trasfusionale del B. Gesù).

donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)  Ospedale B. Gesù di Roma Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018
donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)
Ospedale B. Gesù di Roma
Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018

.

fabio orlandi aferesi 9-7-2018 b. Gesù.

donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)  Ospedale B. Gesù di Roma Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018
donazione in AFERESI (PLASMA E PIASTRINE)
Ospedale B. Gesù di Roma
Centro Trasfusionale- Gruppo donatori sangue Subiaco (parrocchia S. Andrea apostolo)-9 luglio 2018
Donazione in aferesi lunedì 20 agosto 2018
Caterina damiani e Lucia Petrini 20-8-2018 aferesi
stefano alivernini 20-8-2018
Giulia Lattanzi 20 agosto 2018
Germamna Quasi 20-8-2018 aferesi
Caterina Damiani 20-8-2018 aferesi
Sei interessato a donare plasma e piastrine per i piccoli pazienti del B. Gesù?
Vieni a Piazza Sant’Andrea domenica 2 settembre dalle 8,00 alle 11,30 e chiedi informazioni durante la giornata  di donazione sangue:
Questionario Vuoi donare in aferesi 2

 

donazione in AFERESI (plasma e piastrine)
donazione in AFERESI (plasma e piastrine)

 

Per esempio i donatori con gruppo AB è il più raro e per quanto riguarda la donazione di plasma e piastrine risultano compatibili con tutti i gruppi sanguigni.

Vedi la scheda informativa sottostante e ti aspettiamo al Bambin Gesù per donare in Aferesi (plasma e piastrine):

Donatori di gruppo AB (preziosissimi per AFERESI)

 

Come contattare l’ADVS O.P.B.G. per info e prendere appuntamento per donare in aferesi:

Il telefono dell’Associazione è 06.68594784 l’email è: advs@opbg.net

siamo anche su Twitter @ADVSOPBG

L’ADVS OPBG ha sede presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù, al Gianicolo, salita S. Onofrio 5.

 

cosa posso mangiare prima della donazione...
cosa posso mangiare prima della donazione…

 

articoli nutrizione, cosa possiamo mangiare, pre e post donazione di sangue?

Colazione donatori Sangue

 

Invito a donare gruppo aferesi Subiaco

Foto aferesi Subiaco

Grazie di cuore a tutti,

Fernando Ferzioli

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W la Madre nostra santissima, Assunta ncèlo

 

Carissimi,
buona festa dell’Assunta in cielo, della nostra Madre Santissima.

La prassi ci fa dire “buon ferragosto”… (…deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (riposo di Augusto) indicante una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. che si aggiungeva alle esistenti e antichissime festività cadenti nello stesso mese, come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia, ) ma la vera festa è dell’Assunta, in cielo, la Madre di Dio, Maria Santissima.

Che preghi per noi peccatori, che invochiamo la misericordia di Dio.

 

Ju moménto che s’aggria la missiricòrdia, (invocare la“misericordia” il 14 e il 16 agosto all’Inchinata-).

 

L’Assunta

 Quandu che la viggilia dell’Assunta,

’n cima alla Valle régna la concordia

e alla sallita ju Sarvatore spunta,

la gente aggria la «MISSIRICORDIA!»

E, mentre che la pelle te s’aggriccia,

Cutturu già sta pronto co’ la miccia!

Po’ tutti ’nzunu: spari, aggrii e trombe!

S’azzanu ’n céo passari e corvèlle,

ma più che aru tonanu le bombe

e sotto có cucummaru e ciammelle.

Pe’ chella notte, po’, ju Sarvatore

rentro alla chiesa è gli’ospite d’onore!

Iu giorno apprésso parte dalla Valle,

sfilènno pe’ la via della Missione;

réèccutigliu béglio accapabballe,

tra du filari acculimi ’e persone.

E s’araggria ’n piazza e se respara,

mentre arésona na marcetta e l’àra.

Achille Pannunzi (da Na rattuttaglia ‘e vérsi)

Che la Madonna ‘e l’Assunta e gliu Sarvatore ci benetícanu a tutti.

Fernando Ferzioli

 

BUONA FESTA DELL’ASSUNTA

Pregate per me,
Fernando

Cosa si festeggia in questa solennità?
L’Immacolata Vergine la quale, preservata immune da ogni colpa originale, finito il
corso della sua vita, fu assunta, cioè accolta, alla celeste gloria in anima e corpo e
dal Signore esaltata quale regina dell’universo, perché fosse più pienamente
conforme al Figlio suo, Signore dei dominanti e vincitore del peccato e della
morte. (Conc. Vat. II, Lumen gentium, 59).
La Vergine Assunta, recita il Messale romano, è primizia della Chiesa celeste
e segno di consolazione e di sicura speranza per la chiesa pellegrina. Questo
perché l’Assunzione di Maria è un’anticipazione della resurrezione della
carne, che per tutti gli altri uomini avverrà soltanto alla fine dei tempi, con il
Giudizio universale. È una solennità che, corrispondendo al natalis (morte)
degli altri santi, è considerata la festa principale della Vergine.
Il 15 agosto ricorda con probabilità la dedicazione di una grande chiesa a Maria in
Gerusalemme.
Qual è la differenza tra “assunzione” e “dormizione”?
La differenza principale tra Dormizione e Assunzione è che la seconda non…..
Per approfondire

 

L’ASSUNZIONE AL
CIELO IN ANIMA E
CORPO
DELLA VERGINE MARIA
NELLA SCUOLA
FRANCESCANA
Giovanni Lauriola ofm

Premessa
Quando si parla di Maria c’è spesso
la tendenza all’esagerazione o al
pietismo (degenerazione della pietà).
Il concilio Vaticano II ha fatto un
richiamo a evitare esagerazioni: «Il
concilio esorta caldamente i teologi e
i predicatori della parola divina ad
astenersi con ogni cura da qualunque
falsa esagerazione, come pure dalla
grettezza di mente, nel considerare la
singolare dignità della Madre di Dio»
(L G n. 67).
Parlare della Madonna è la cosa più
bella e più cara per un cristiano e in
particolar modo per un francescano.
Al semplice nominarla il cuore si apre
alla….
continua

 

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Agosto (aústu)

Agosto

A gliu paese méo, doppo l’Assunta,
comme s’affatta ju vénto alla cullina
e l’acquarèlla capabballe spunta
smorzènno ju polleracciu e lla sulina.

Putite puru accatastà le lena,
prechéne, figli méi, su spicchiu ’e munnu
che se rendréccia comme na catena
ve porta già ’n’accuntu de gli’autunnu.

Pò relampane ju sole ca giornata,
pò refà callu si pe’ ca mumento.
Ju tempo che già puzza de ’nfornata,
’ncoménza a repuline ju munumento.

Chissu è gli’agosto béglio de Subbiacu.
La rundinella lassa ju curnicione,
la vecchia piglia j’agu e s’aréndana,
ju vecchio se sprufónna a gliu ssidione.

E scòlla la staggione, và londanu
co’ gliu grugnale che vè colorènno.
La imara se ’mpescolla pianu pianu
’ntrémente n’ara astade vè passénno!!!

                                     Achille Pannunzi

cinghiali_di Claudio Patrone Parco Monti Simbruini – Subiaco

I témpi e n’òta. (aústu)

Hau finiti i témpi e n’òta,

stimo agliu mese e ‘llo mète e repjoe n’ara òta.

Ca annu fàne, lo callu ‘e gliu mese ‘ello mète,

facéa ficcà a fjume, puru zi prète.

Se ice, ca chissu è glju mése degliu solóne e

ammece chi commànna è accar’e gliu saettóne.

Nu giorno passènno attèra pe lla Còna,

rembardènno lo fénuo pe la jimara,

ncontrà du saettuni arabbotati e

isse a Cecco :<< chissi sarau annàmorati>>.

Pe llo callu caccéa ogni cόccia e suóre

che paréa quasi ca stasse a pjòe.

Eranu ca lle dóa e unu degli dóa arabbotati m’arespunnì singéru:

<<va bbè lo callu,

ma stimo a liticà pe pigliacci ju ventagliu >>.

Cecco i remase a cuardà nu momento e ppo ci isse:< Comme ju ventagliu >>?

<<Figlju meo, lo callu mica se remagna solo i cavagli

e gli cristiàni,

a chest’ora, fa raprì ju ventagliu puru agli saéttuni>>.

                                                 Fernando Ferzioli (ittu Fefè)

Cartolina “de mprestecata” (pietra Sprecata Subiaco)

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“La Spéata” doméneca 5 agosto 2016 (agli cincue de austu)

La Spéata 2018 info

la speata

“La Speata” gara di corsa podistica di 12 km immersa tra la natura, da Subiaco loc.tà Montore a Monte Livata, qui si può anche correre la ”mini Speata” per i bambini.

Sandro Pucicchiu (la Speata d'ari témpi)

Sandro Pucicchiu (la Speata d’ari témpi)

 

La Speata (Bruno ju carburaturista, Giorgio ju barbiere...)

La Speata (130 Bruno ju carburaturista co tutti i capigli, Giorgio ju barbiere…ari témpi addo tutti coréanu, era na festa!)

 

la speata fefè e Giuànni Mecci primi anni 80

la speata Fernando Ferzioli (Fefè) e Giuànni Mecci -primi anni 80

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Procramma – La state a Subbjàcu e ‘ncima pe’ Monte Livata

Subiaco -Agosto 2013 festa della Vergine Maria Assunta in Cielo

Subiaco -Agosto 2013 festa della Vergine Maria Assunta in Cielo

Programma 2017 La state a Subbjàcu
events program/Brochure/programma:

Estate 2018 – Subiaco e Monte Livata (RM)

Cavalli a Monte Livata _ Parco N.

Brochure Estate 2017 – Monte Livata

il faggio

Ju fau (il faggio)

Venite al fresco sotto un faggio!!! (vinite allo friscu sotto a nu fàu!!!)

 

Subiaco un viaggio nella storia dall’imperatore Nerone a Lucrezia Borgia, alla natura incontaminata…

SUBIACO- Attribuito a Joseph Augustus Knip (Olanda 1777–1847)

SUBIACO- Attribuito a Joseph Augustus Knip (Olanda 1777–1847)

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Lady Blanche Burlington (dama di Compagnia della Regina Vittoria). Subiaco,1838.

Lady Blanche Burlington (dama di Compagnia della Regina Vittoria). Subiaco,1838.

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SUBIACO- simpatica cartolina con la cappellina del Salvatore.

SUBIACO- simpatica cartolina con la cappellina del Salvatore.

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SUBIACO- Theodore Rousseau, una vista di Thiers nel Auvergne, 1830.

SUBIACO- Theodore Rousseau, una vista di Thiers nel Auvergne, 1830.

 

 

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Agli ventisètte (27) de màggiu – fèsta ‘e lla Tirnitàne

(il 27 maggio, festa della SS. Trinità)

Affresco delle Tre Persone nel Santuario di Vallepietra (RM)

VITI puru:

http://www.subbjacumeo.it/chjesie-monasteri-villa-e-nerone/diuzione-preghiera/

 

La SS. Tirnità[1][1]

 

La fèsta ‘e lla Tirnità,

commenzà alla cchjésia ‘e Santu Andrea de Subbjàcu,

a lle cincüe ‘e lla mmatína ci sta la funzió co la binitizióne.

Tutti nzunu,  se va appèie ncima a Montore[1][2]

addó se parte co gl’atobbússe pe j’Autore[1][3].

Ariati a lle Vedute[1][4] te sse rapre nu munnu, che te fa refiàtà ju còre.

I núili, te recordanu ju paratísu

e te sinti che sta i mpillicrinàggiu e pirdi pisu.

Nzunu a lla statuetta ‘e lla Tirnità, co zi prète che preca pe lla scésa

e tra nu cantu a lle Tre Pérson Divine, na  coróna e na stòccia,

te retrui agliu santuariu e Vallepréta.

Cuminzi a sintì j’addóre ‘e lle cannele, le compagnie ‘e j’ari paísi,

che stau accotàti e cantanu “viva viva, sèmpe viva, la Santissima,… Tirnità…”,

te sse strégne ju còre. Te mitti accodatu a issi e aspitti ore,

co tanta féte, prichi e spiri,

 che cuàndu recali nzinucchjúni a cuju arèto,

 te repurti ncorpo, tuttu j’amore che chella diuzió ‘e lla Tirnità ta lassatu.

La fatica se nna ita tutta cuanta e la féte, te fa ripiglià.

Finitu de fa la diuzióne[1][5]ci stà la messa, se fa nu giru pe ju mercàtu,

se va a cercà ju posto pe trascóre la nòtte rentro a nu saccu a píju,

macàra sotto nu fau pe lla màcchja[1][6].

La doméneca mmatína a lle cincüe, quantu t’arizzi, sdirinàtu,

 ci sta già ju piantu ‘e lle zitèlle[1][7] che te ha ju bongiórno

e dóppose s’areparte co ju zàinu n’cóglio,

 resallènno ncima pe gli Scarparegli[1][8]

e arengraziènno la Tirnità, pe chéllo che gni giórno c’ha dunàtu.

Ce s’aretroa tutti nzunu, denànzi la chjsiòla ‘e Monte Livata,

a mesojórno zi prete ice messa e doppoprànzu,

 se reparte verso le trénee se pènza “se Dio vò, ci retruimo écchi ncima chist’ar’atr’annu”.

Fernando Ferzioli ittu Fefè



[1][1]Tirnità= Santissima Trinità

[2][2] Montore= località Montore (parte alta di Subiaco)

[3][3] Autore= Monte Autore (Monte posto alla fine della strada carrabile dopo Monte Livata e Campo dell’Osso)

[4][4]Le Vedute=Le cosiddette “Vedute” (panoramica) ai piedi del Monte Autore, qui parte il sentiero in discesa per andare al santuario della SS. Trinità a Vallepietra (RM), percorso dai fedeli ogni anno;

[5][5]diuzióne= preghiera

[6][6] màcchja =bosco

[7][7] piantu e lle zitèlle= laude sacra composta all’inizio del 1700, rappresentata e cantata dalle “Zitelle” sul piazzale del Santuario la mattina della festa SS. Trinità…

8[8] Scarparegli= una zona (tratto) scorciatoia, sentiero molto faticoso a ridosso del Santuario della SS. Trinità.

 

 

 La Trinità

L’imperatore Costantino, chiese al papa San Silvestro spiegazioni riguardo al mistero della Santissima Trinità. San Silvestro, non fece ricorso a parole dotte ma, con una semplice ed efficace immagine, diede all’imperatore un’idea di quel sublime mistero. il Santo prese il proprio mantello e lo piegò in tre parti uguali e ben lontane l’una dall’altra, dicendo: «Stoffa è la prima piega, stoffa la seconda e stoffa la terza: tre pieghe ma una stoffa sola. Così si può affermare, con una vaga rassomiglianza, che avvenga in Dio Uno e Trino. Dunque non è assurdo credervi».

 

San Patrizio, invece, spiegava tale mistero agli umili contadini dell’Irlanda, servendosi dì un trifoglio: tre foglioline uguali che formano una sola foglia, che parte da un solo gambo.

 

“O dolce vita nella Trinità, tutta luce, tutta amore!… Vicino ai Tre alzo la mia tenda, sono piccola, poco ingombrante… Seguendo dovunque il mistico Agnello, canteremo con lui il dolce cantico, contemplando il fulgore senza fine della beata ed eterna Trinità” (Beata Elisabetta della Trinità).

Preghiere alla Santissima Trinità

ALLA SS. TRINITÀ

Accetta, o SS. Trinità, questo sacrificio compiuto una volta sul Calvario; e che ora Gesù Cristo ti rinnova su quest’altare per mano del tuo Sacerdote.

 

Io mi unisco alle intenzioni di Gesù Cristo, sacerdote e vittima, perché sia consumato a tua gloria e per la salvezza di tutti gli uomini.

 

Intendo per Gesù Cristo, con Gesù Cristo ed in Gesù Cristo di adorare la tua Maestà eterna; ringraziare la tua bontà immensa; soddisfare la tua giustizia offesa; e supplicare la tua misericordia per la Chiesa, per i miei cari, e per me: spe-cialmente per ottenere…

(si ricorda la grazia e il proposito).

Mediterò le verità che Gesù Cristo m’insegna; passerò per questa via onde possa arrivare a Te; mi unirò a Lui per vivere di amore ogni giorno della mia esistenza.

Amen                                                                  Beato Giacomo Alberione

 

Alla Ss.ma Trinità

O Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo, presente e operante nella Chiesa e nella profondità della mia anima, io ti adoro, ti ringrazio, ti amo! E, per le mani di Maria santissima, madre mia, offro, dono e consacro a te tutto me stesso, per la vita e per l’eternità.

A te, Padre celeste, mi offro, dono e consacro come figlio.

A te, Gesù Maestro, mi offro, dono e consacro come fratello e discepolo.

A te, Spirito Santo, mi offro, dono e consacro come «tempio vivo», per essere consacrato e santificato.

O Maria, madre della Chiesa e madre mia, che vivi alla presenza della divina Trinità, insegnami a vivere, per mezzo della liturgia, in intima comunione con le tre divine Persone, affinché tutta la mia vita sia un «gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo». Amen.                                                        Beato Giacomo Alberione

 

 

CONSACRAZIONE ALLA SS. TRINITÀ

O Trinità divina, Padre, Figlio e Spirito Santo, presente e operante nella Chiesa e nella profondità della mia anima,  io ti adoro, ti ringrazio, ti amo!

E per le mani di Maria santissima Madre mia,

a te offro, dono, consacro tutto me stesso, per la vita e per l’eternità.

A te, Padre celeste, mi offro, dono e consacro come fi-glio.

A te, Gesù Maestro, mi offro, dono e consacro come fratello e discepolo.

A te, Spirito Santo, mi offro, dono e consacro come “tempio vivo” per essere consacrato e santificato.

O Maria, Madre della Chiesa e Madre mia, tu che sei nella Trinità divina, insegnami a vivere, per mezzo della liturgia e dei sacramenti, in comunione sempre più intima con le tre divine Persone, affinché tutta la mia vita sia un «gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo».

Amen.                                                                 Beato Giacomo Alberione

ELEVAZIONE ALLA SS. TRINITA’

Mio Dio, Trinità che adoro,

aiutatemi a dimenticarmi interamente,

per fissarmi in voi, immobile e quieta come se la mia anima fosse già nell’eternità;

che nulla possa turbare la mia pace o farmi uscire da voi, mio immutabile Bene,

ma che ogni istante mi porti più addentro nella profondità del vostro mistero.

Pacificate la mia anima,

fatene il vostro cielo, la vostra dimora preferita e il luogo del riposo;

che io non vi lasci mai solo, ma sia là tutta quanta, tutta desta nella mia fede,

tutta in adorazione, tutta abbandonata alla vostra azione creatrice.

O mio amato Cristo, crocifisso per amore,

vorrei essere una sposa del vostro Cuore;

vorrei coprirvi di gloria e vi chiedo di rivestirmi di Voi stesso,

di immedesimare la mia anima con tutti i movimenti della vostra Anima,

di sommergermi, d’invadermi, di sostituirvi a me,

affinché la mia vita non sia che un’irradiazione della vostra vita.

Venite nella mia anima come Adoratore, come Riparatore e come Salvatore.

O Verbo Eterno, Parola del mio Dio, voglio passare la mia vita ad ascoltarvi;

voglio farmi tutta docilità per imparare tutto da voi.

Poi, attraverso tutte le notti, tutti i vuoti, tutte le impotenze,

voglio fissare sempre Voi e restare sotto la vostra grande luce.

O mio Astro amato,

incantatemi, perché non possa più uscire dallo splendore dei vostri raggi.

O Fuoco consumatore, Spirito d’amore,

scendete sopra di me,

affinché si faccia della mia anima come un’incarnazione del Verbo,

ed io sia per Lui un’aggiunta d’umanità nella quale Egli rinnovi tutto il suo mistero.

 

E Voi, o Padre,

chinatevi sulla vostra piccola creatura,

copritela con la vostra ombra, e non guardate in lei che il Diletto

nel quale avete riposto tutte le vostre compiacenze.

 

O miei TRE, mio Tutto,

mia Beatitudine, Solitudine infinita, Immensità in cui mi perdo,

mi consegno a Voi come una preda.

Seppellitevi in me, perché io mi seppellisca in Voi,

in attesa di venite a contemplare, nella vostra luce,

l’abisso delle vostre grandezze.

Beata Elisabetta della Trinità (1880-1906)

 

 

Inno alla SS Trinità

Ave o eterno sovrano, Dio vivente, che esisti dall’eternità! Giudice tremendo e giusto, Padre sempre buono e misericordioso! A te sia resa nuova ed eterna supplica, lode, onore e gloria, per mezzo della tua Figlia vestita di sole, nostra ammirabile Madre! Amen. “Tu grande Mediatrice di grazie, – “Prega per noi”!

 

Ave, o Uomo – Dio immolato Agnello sanguinante, Re della pace, Albero della vita, tu nostro Capo, porta di ingresso al Cuore del Padre, Figlio eterno del Dio vivente, che con Colui che è, regni in eterno! A te sia data potenza, ora e nei secoli, e gloria e grandezza, e adorazione e riparazione e lode, Per mezzo della tua immacolata Genitrice, nostra ammirabile Madre! Amen. “Tu, fedele Mediatrice di grazie, – “Prega per noi!”

 

Ave, o Spirito dell’Eterno, sorgente inesauribile di santità, operante in Dio dall’eternità! Torrente del fuoco dal Padre al Figlio, Uragano impetuoso, che spiri forza, luce e fuoco nelle membra del Corpo mistico! Tu eterno incendio d’amore, Spirito di Dio che operi nei viventi, tu rosso torrente di fuoco che scorri eternamente vivo nei mortali, a te sia data gloria, potenza e bellezza ora e in tutta l’eternità per mezzo della Tua Sposa coronata di stelle, nostra ammirabile Madre! Amen. “Tu, Mediatrice di tutte le grazie: “Prega per noi”

 

 

Per la gioia di vivere

Signore, Padre buono,

aiutaci a non dimenticare

che ogni giorno è un tuo dono:

fa’ che non ci stanchiamo mai di vivere

con questa gioiosa consapevolezza

per trasformare ogni attimo della nostra esistenza

in un incontro della nostra povertà

con la tua infinita grandezza.

 

Signore Gesù, Unigenito del Padre,

abita nei nostri cuori,

perché siamo capaci di sentire

in tutto il nostro essere

la commozione di essere figli,

fratelli e sorelle in te, l’Amato del Padre,

e l’emozione di poterti chiamare “Gesù”,

nostro Salvatore.

 

Signore, Spirito del Padre e del Figlio.

Fa’ che non ci dimentichiamo mai che, per noi,

la gioia non è una trascurabile suppellettile,

ma il dono ineliminabile del tuo essere con noi

e l’indice vivo della tua presenza.

 

Trinità adorabile, donaci l’umiltà

per aprirci allo stupore delle piccole cose

dentro cui ti sveli come forza dell’umile amore,

e per ripeterti ogni giorno

la nostra lode riconoscente.

Amen                                                                                  Carlo Rocchetta

Ti affidiamo ogni nostra sofferenza

Padre della vita,

che con infinito amore

guardi e custodisci coloro che hai creato,

ti ringraziamo per tutti i tuoi doni.

Ascoltaci quando ti invochiamo.

sostienici quando vacilliamo,

perdona ogni nostro peccato.

 

Signore Gesù, Salvatore del mondo,

che hai preso su di te

i pesi e i dolori dell’umanità,

ti affidiamo ogni nostra sofferenza.

Quando non siamo compresi, consolaci,

nell’inquietudine donaci la pace,

se siamo considerati ultimi, tu rendici primi.

 

Spirito Santo,

consolatore degli afflitti

e forza di coloro che sono nella debolezza,

ti imploriamo: scendi su di noi.

Con il tuo conforto, il pellegrinaggio della nostra vita

sia un cammino di speranza

verso l’eternità beata del tuo Regno.

Amen.                                                                    Card. Dionigi Tettamanzi

 

 

“Le perfezioni divine, che si irradiano dall’inesprimibile vita della Santissima Trinità, si diffondono nell’universo in innumerevoli riflessi, come l’eco”

(San Massimiliano M. Kolbe).

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Subiaco nei dipinti (ottocento)

Subiaco 25-11-1893 Via della Montagna Subiaco

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Subiaco Edward Lear 1812-1888

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the metropolitan museum of art Subiaco Attributed to Alexandre Hyacinthe Dunouy French Paris 1757-1841

 

Gustaf Wilhelm Palm Blick auf Subiaco 1884

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costume di Subiaco- 1835 – Filippo Ferrrari 1819-1897

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litografia Benoist 1870

Convent at Subiaco 1827-29 -Léon Fleury – Oil on paper- The Metropolitan Museum of Art

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The Anien River at Subiaco 1820- André Giroux- Oil on Paper – The Metropolitan Museum of Art

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Anton-Joseph-koch-Subiaco

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Pope Gregory XVI visiting the Church of San Benedetto at Subiaco – 1843 Jean-Francois Montessuy -The Metropolitan Museum of Art

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Ernst Fries Italian countryside at Subiaco – Italienische-Landschaft-bei-Subiaco

subiaco Copper etching by Prof. Hammer after von Kühne, ca 1835.

subiaco Copper etching by Prof. Hammer after von Kühne, ca 1835.

Lithograph in very nice recent coloring. After a drawing by W. Gail. Ca 1850 Subiaco

 

Subiaco San Benedetto e Santa Scolastica – Wood engraving after M. Zeno Diemer, ca 1890

Carosi Alberto -1891-1967-lavandaie a Subiaco -olio su tavola

 

Giovanni Antonio Bazzi detto Il Sodoma, 1477-1549. Abbazia di Monte Oliveto Maggiore. Benedetto riceve l’abito monastico dal monaco Romano.

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Infiorata -giorno del Corpus Domini- a Subiaco (nfjoràta a Subbjàcu)

Nfioràta a Subbjàcu 8 18-6-2017

Nfjoràta a Subbjàcu 8 18-6-2017

 

Nfioràta a Subbjàcu-  18-6-2017

Nfjoràta a Subbjàcu- 18-6-2017

Béglio stu paese méo che fa le cose…

Corpus Domini a Subiaco

Corpus Domini a Subiaco (18 giugno 2017) Agli diciòtto e ngeràsaru  2017

Bèlla ggènte a laóro…

Nfioràta a Subbjàcu-4--- 18-6-2017

…addó la ggènte nzinucchiuni, -che s’arizza la mmatina alle tréne…- laóra pe ju ggiórno e ju Corpus Dòmmini.

Nu gelacòre pellàddavero!

E  basta sèmpe co sse critiche de mmèrda…(‘ngenerale); imoci tutti da fàne, arefunnimoci le maniche, abbassimo ju capu e ulimoci bè.

W Ggésù Cristu Sacraméntatu

Subbjaccàni a laoro:

Nfioràta a Subbjàcu- Piazza S Andrea 18-6-2017

Nfjoràta a Subbjàcu- 18-6-2017

pòsso ice béglio Subbjàcu méo.

Nfioràta a Subbjàcu- Piazza S Andrea 18-6-2017

Nfjoràta a Subbjàcu- Piazza Sant’Andrea 18-6-2017 (Subiaco infiorata)

Nfioràta a Subbjàcu 7--- 18-6-2017

Nfjoràta a Subbjàcu 18-6-2017

Video 18 giugno

vedi facebook

 Agl’annu pròssimo.

Se ‘DDio òne…

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Ju teremoto

Ju teremòto

 

Chélla nòtte la fifa è stata ranne.

Le ssédie, ju létto, tuttu tréttéchéa;

la gènte pe’ la via che strilléa:

chi éa vistitu e chi co’ lle mutanne.

Ma po’ penzà: «Me nne révaglio a letto…

Che ci só fattu éo a San Benedetto?»

 

M’affàtto alla finestra e che scirnine?

Da Piazza a gli’Arcu ’nfinu ’n Préstécata,

tanti fucuni ’e gente ’nzinocchiata,

che se raccommannéa pe’ no’ murine.

Tra gli Rosari, l’urla e gli lamenti,

paréa Subbiacu ’e gli bombardamenti.

 

Sindì aggrià da réntro a na cantina:

«So’ fattu tantu pe’ sarvà ’sa ótte;

ma mó la tera essi me ss’agliótte;

beatu chi arévede la matina!

Essi ci à da che ffà chigli’aguzzinu,

ch’à missu ju Santu sopre ju camiuncinu.»

 

Ju giorno apprésso, tutti a réngraziane:

(più de cacunu se séntéa rèo)

e, a corpo scióto, ’n cima a gliu Taléo

chélle corone le facéa rufiane…

«A chigli lòco – isse nu devòto –

mica ci abbasta méso téremòto!!»

                                        Achille Pannunzi (Subbjàcu ’e n’òta)

Ferma o rupe, non danneggiare i figli miei - San Benedetto Subiaco (RM)

Ferma o rupe, non danneggiare i figli miei – San Benedetto – Subiaco (RM)

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Ju vérno ’ndigna.

Ju vérno ’ndigna

’Gliu gnignu ’e sole

che s’araffattatu,

doppo nu giorno

che chigli’aquilone

à scupirchiatu i titti,

e pe’ llo friddu

ju pinziunatu

non s’arivistu

pe’ gliu muru ’e piazza:

ha récagnatu ju munnu!

Simo ariati a’ tempi della mèrla

e peddéreto vè la Cannélora;

ma ju vérno ’ndigna

e no’ ne stimo fòra!!!

                                    Achille Pannunzi

Ju vérno

 Èsso, ju vérno sta alle porte.

Issu porta ju tempo ’nfame:

na montagna ’e foglie morte,

tantu friddu e tanta fame.

È gliu témpo della frèje.

Se restrégnanu le léna.

La montagna sprèscia neje,

vène ’nanzi e non se frena.

Più gliu vidi e più s’allónga,

non te guarda ma t’arigna.

S’ha seccata già la prónga:

«Te fa pena!», fa la vigna.

Scuppia ju ciocco a gliu camminu.

Arebbólle la pignata.

Acchiaratu s’ha lo vinu,

la castagna ha già cascata.

Areporta péschio e vento.

Nonn’è béglio ma è sincéro;

rencomenza ju turbamento,

piagne ju pórcio rentro ju stéro.

Ma alla fine vénce ju munnu

che cammina sempre rittu,

comme ha fattu co gli’autunnu

che ha passatu zittu zittu.

E cusì la gente spera

co’ gliu tempo che s’avanza

e s’aspetta primavera

e renasce la speranza. 

                                      Achille Pannunzi

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Subiaco- Monte Livata la montagna di Roma capitale

sciare a SUBIACO

Sciare a Subiaco – Provincia di Roma- Monte Livata, la Montagna di Roma Capitale. Si corre anche il trail dei Monti Simbruini.

 

info dal sito del caro Maurizio Orzella, su Monte Livata

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Otturu, ju mése ‘ell’ua.

nzunu a vilignà (insieme a vendemmiare)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Otturu, ju mése ‘ell’ua.

De ssi témpi chi tè la vigna,

prèca ju Sarvatore

che ne faccia riscì na spèra ‘e sole.

Adda comm’è béglio renzunà la famìglia e gli amici attórno agli filari

a ràccoglie zicchjétti o canéstre de rampazzi nzunu aglj ari.

Ha vòglià a raccontà sturièlle, frégnacce e aru,

chi fischja e chi ntòna nu cantu,

chi assaggia ca acinu ‘e ua,

chi azzarda l’annata, se ha ita bè o ha stata desgràzziata.

Tutti se rénzunanu a fine filaru pe reimpì i biunzi,

addó roscia, addó bjanca o rósciòla,

è na fèsta che t’areconzóla.

…Cómpà… cacunu me strillane da lóntanu,

si lassatu più de ca razzaccaru pe ssi capiti attaccàtu!

…stacci pjù attènte, si capitu!?…

Eo ci réspose, che l’èra fattu appòsta,

mmòdo che ssu vèrno, quandu me-nne recordo, e mme nne tène,

passo pe ssi filari e me rémagno,

chello che ha remasu annascusu a fine annu.

Ju ritu de preparà la ótte póne,

ha comenzatu ca sittimana annanzi,

tra strécacci réntro sale, acqua santa e stràcci,

refonnalla co cemento, mmàstice o aru

chello lo sa solo santu “Fjascaru”.

Finitu de vilignà se coménza a macénà l’ua

e gliu mustu se jóvéta réntro alla ótte o a gliu biunzu,

a secundu se lu vinu, unu, lo òne tosto, dorge o dilicatu,

ju sécreto pe fallo bbóno è degliu cantinéru che t’ha capétatu

e dell’ua che ssi macenàtu.

Quant’è bbóno chéllo mustu dórge prufumatu,

non te mbriaca ma se tte va bbè te manna pe gliu paése

a cuncjmà lo zappugliatu.

E pone, lo beglio de chigli moménti de fatica,

era lo giocà degli ommini e femméne attempate,

che se facéanu lo mustu pe gliu muccu co ca rampazzu,

era próprio nu spassu.

Chello che pare scartu, onn è aru che vénàccia

te lla tòcca a tórchjà, e chello che ci rerèsce è tutta ràscia,

e macara co gli’alambiccu ci vè puru póco ‘e gràppa.

Ssu vinu tòcca cagnallo spissu o pjù a lónco,

ju resurtatu de ssu liquitu santu, po èsse

cesanése de Afile, rusciu de Oleanu o de Subbjàcu,

pe lle cantine nostràne lo vinu, lo sau fàne.

Attòcca solo a stà attènte a non remanì tróppo vicinu alla càola,

e béiese chello che rèsce forte,

mmòdo da facci retróà mbracciu alla ótte,

senza capì che da nu pézzo s’ha fattu nòtte.

Fefè (venardì cuìnici utturu 1999)

venerdì 15 ottobre 1999

 

 

 

 

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I biunzi

Éo m’arécordo a inizziu de gli’autunnu,

quandu scrocchéa ju tempo ’e lla viligna

i vitturali éanu a gliu sprufunnu

a razzelane l’uva p’ugni vigna.

Passéanu ritti comme le filagne

lassénno addore ’e mustu e de castagne.

Lo mustu allora s’attacchéa alle mani

comme la colla. Ammece chello ’e mone,

scirica propio comme lo sapone.

Preché si capisciuni de villani,

’n cagna ’e llo cesanese e lla rosciola

au trapiantatu i simi ’e coca cola.

E quandu i vidi più chigli tinégli,

j’appénnui appiccati alle cantine,

i lardi, le zazzicchie, i béverégli.

Passa ’ssu tempo e mo poracciu mine,

truvi appiccati sopre i scaffalotti

solo rémpianti e tanti babbalotti.

Achille Pannunzi

Ju merlo e l’uva

Co’ la sulina che ci stéa ’st’estate,

pistènno i saittuni pe’ gliu pratu,

me so’ squagliatu co’ chélle suàte;

diciote so pompatu lo ramatu.

E gli merlacci dalla staccionata

fischiéanu la stessa serenata.

E tu resùa e pompa e chigliu canta.

Quasi ’o’ ice ca’ la gente è matta:

ci rividimo quandu l’uva è fatta

e prego puru che sse ne fa tanta.

E tòcca se rémétte a réfischiàne:

ci rividimo pe’ llo vilignàne.

Pe’ chissi merli ’ncoménza la pacchia,

quandu che crìa ju giorno a Punticigliu.

Rèscianu tutti ’nzunu dalla macchia

co’ chigli bicchi comme n’ammuttigliu,

se mettanu annascusi a nu cantucciu:

è tantu se te lassanu ju pirnucciu.

E tu rezzappa, pòta, eppó répompa.

Vedarai ca truvi ju merlo béglio,

che vola, magna, rie, eppó rezzómpa,

ju cacchiu po’ ci mitti a gliu tinéglio.

Po’ s’arappolla, s’araròta ju biccu.

Ci po’ giurà ca t’ha refattu siccu!

Achille Pannunzi

Néspoja

È ottobre! Addore de castagne,

de crisantémi e lla staggione morta,

co’ la giornata che se fa più corta,

fa resfotà le fratte e lle filagne.

N’arbiru non ci stà che tè le foglie.

Se lla ’ngollate tutte quante ju vento.

A subbissalle? È statu nu momento

e èsso ju vérno che t’ammira e accóglie.

Ma j’arbirucciu sopre alla Parata

che me sse ngiara ’nanzi ’gnì matina

ò ice ca ju tempo non cammina.

J’unicu béglio ’e tutta la cuntrada.

Fratéglio a n’aru che stà pe’ Minnone,

sopre ’e nu fosso, ’n faccia a zzì Dunatu:

M’icéa nu vecchio che ci glià piantatu:

«Perde la foglia ma ju fruttu nóne.»

Nu ritornello ice: «Salutate!»

Sta palla ussuta che po’ non te manna,

se te ll’agliutti t’arémane ’n ganna:

j’urdimu vantu ’e lla passata estate!!!

A. P.

Le castagne

Sola e spogliata stéa na mosciarèlla

a nu vignanu, e mancu a fallo apposta,

se lamentéa prechene la sorella

s’era arustita comme callarosta.

E nu fratéglio, póro disgrazziatu,

era finitu vòllano allessatu.

«Beatu ju marone! Ammeno chjgliu

fane la maffia rentro a na vitrina

e tra niare è gliu più béglio figliu

arabbottatu comme na mbullina.»

«Se te lamindi si na disgrazziata!

Ugnunu à da finì secundu ju turnu:

a mine che me jamanu ’nfornata

finiscio sempre cotta réntro ju furnu.»

«Pe’ quantu pussi fà, figliuccia méa,

te ll’arepéto ’n faccia tunnu tunnu,

ugnunu à da aspettà la sorte séa

e non se po’ cagnane chissu munnu!»

A. Pannunzi

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Buone vacanze nel rispetto dell’ambiente…

 

Laudato si papa Francesco
Laudato si papa Francesco

Molti di noi staccheranno la “spina” per una pausa estiva.

Molti avranno la fortuna di vivere dei momenti in un bel luogo, trascorrere dei momenti ammirando un bel paesaggio/panorama, ecc..

La natura è un dono.

Magari è l’occasione per riflettere su quante belle cose ci ha donato e messo a disposizione nostro Signore. 

Non ve la devo certo dare io… (con gli strumenti tecnologici che ci sono oggi) però vi giro una guida per leggere e riflettere sull’Enciclica Laudato si di papa Francesco Buon Riposo a tutti voi (soprattutto -se ne avete la possibilità- mentale/spirituale).

Io aggiungo che visto che la politica nazionale, regionale, di Roma Capitale non riescono ad occuparsi di rifiuti dovremmo noi DAL BASSO iniziare a fare bene la differenziata e diffondere questa pratica.

I nostri amministratori dal canto loro, dovrebbero a quel punto promuovere la differenziata abbassando le tariffe della raccolta e pubblicizzarlo con più costanza.

Nel mio municipio da quando si raccoglie l’umido (un annetto quasi), vedo concretamente che escludendo carta e plastica (che ormai si raccoglie da anni) nel sacchetto dell’indifferenziato resta ben poco e pesa anche poco.

Quindi un impegno cristiano sarebbe quello di fare bene la differenziata, per contribuire a tenere in “ordine” il creato. O no?

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/06/27/rifiuti-non-solo-porta-a-porta-i-comuni-virtuosi-da-trento-a-olbia-fino-a-forli-che-fugge-da-hera-e-ci-guadagna/2857885/


Fernando 

Creato bene comune

 Addivertitave sènza nzugliàne!!!

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Ju ggiorno mundiale e ‘lla dunazione e ‘llo sàncue

Giornata Mondiale del Donatore

Lo sai che oggi, 14 giugno, è la giornata mondiale del donatore di sangue? E lo sai che la persona che ora è al tuo fianco potrebbe aver bisogno del tuo sangue? E lo sai che donare il sangue è facile e non provoca nessun dolore? E lo sai…? Ma quante cose dovresti sapere sulla donazione sangue! Dai, guarda questo video e poi sarai tu a domandare ai tuoi amici “lo sai che…?”

E poi condividi entro domenica il video su tutti i tuoi social (Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat…) con l’hashtag #losaicheadvs con una frase di dedica. La più originale sarà premiata con un ricordo dell’ ADVSOPBG.

Cosa sai sul Sangue?

Sai di cosa abbiamo bisogno?offriamoci sangue

pui donare Sangue,

oppure

 in AFERESI

plasma, piastrine, globuli rossi, granulociti…

 

L'ADVS SUBIACO associata all'ADVs dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù

L’ADVS SUBIACO associata all’ADVs dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù

Di che gruppo sanguigno sei?

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Città che cagnanu o città di transizione (TRANSITION TOWNS).

ORTI E COMPOSTIERE

orto

 …cominciamo da qui.

Iniziamo ad inquinare meno ed ad aiutarci di più, anche con piccole cose, per esempio gestendo un orto, se si ha un piccolo terreno a disposizione di proprietà o chiedere ai proprietari di gestirlo gratuitamente –se possibile-.

Creare delle compostiere per avere un terreno ricco di elementi organici, permetterà alla collettività di inquinare meno ed a noi singoli di risparmiare.

Come costruire una compostiera

Non bisogna necessariamente tornare indietro come i gamberi, ma vivere una vita più sana e naturale si.

Una piccola economia dal basso si può costruire.

 

 

cos’è il modello transition town

l’esempio di città di Transizione Monteveglio (BO) oltre 5.000 abitanti.

 

..pian piano, anche da noi questo esempio potrebbe migliorare la microeconomia della nostra Subiaco. Chissà che orto dopo orto, compostiera dopo compostiera…

io credo che dal letame nascano tante belle cose genuine!

Fefè

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Bòna doméneca de-gliu Signóre Díu a tutti uiàri- Buona domenica del Signore Dio a tutti voi

Buona domenica del Signore Dio

(Facimoci cagnà ju còre da Issu, Gesù ci cagna se ulimo,

liggimo ju Vangèlo e facimoci guidà dagliu Spiritu Santu).

 

Buona domenica del Signore Dio, the good Sunday of God, bonne dimanche de Dieu, El buen domingo del Dios, der gute Sonntag des Gottes, Iyi Tanrı’nın Pazar Günü, 神のよい日曜日, 好星期天上帝, اليوم الأحد جيّدة من إلهة, טוב ראשון של אלוהים, хорошее воскресенье бога

 

 

Gesù risorto Rupnik Pasqua – Buona domenica del Signore Dio, the good Sunday of God, bonne dimanche de Dieu, El buen domingo del Dios, der gute Sonntag des Gottes, Iyi Tanrı’nın Pazar Günü, 神のよい日曜日, 好星期天上帝, اليوم الأحد جيّدة من إلهة, טוב ראשון של אלוהים, хорошее воскресенье бога

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Buona domenica del Signore Gesù. www.subbjacumeo.it

Commento dal sito dell’Azione Cattolica Italiana.

 

 

 

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 Interessante il commento al vangelo di domenica 30 marzo  (marzu) 2014 del biblista padre Fernando Armellini vedi

e Paolo Curtaz

La carità

«Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto. Non ci devono essere ritardi. Se nell’ora dell’orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente. Offrite a Dio la vostra azione, unendovi l’intenzione dell’orazione. Non dovete preoccuparvi e credere di aver mancato, se per il servizio dei poveri avete lasciato l’orazione. Non è lasciare Dio, quando si… lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra. Se lasciate l’orazione per assistere un povero, sappiate che far questo è servire Dio. La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve riferirsi ad essa. E` una grande signora: bisogna fare ciò che comanda. Tutti quelli che ameranno i poveri in vita non avranno alcuna timore della morte. Serviamo dunque con rinnovato amore i poveri e cerchiamo i più abbandonati. Essi sono i nostri signori e padroni». Da alcune «Lettere e conferenze spirituali» di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote; (Cfr. lett, 2546, ecc.; Correspondance, entretiens, documents, Paris 1922-1925, passim).

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